CRONACA
Crans-Montana, la Procura di Roma dispone il sequestro dei telefoni delle vittime
Per gli inquirenti italiani, immagini, video e messaggi potrebbero rivelarsi decisivi per ricostruire minuto per minuto quanto accaduto quella notte
TIPRESS

CRANS-MONTANA – La Procura di Roma apre un nuovo capitolo dell’inchiesta parallela alla tragedia di Capodanno al Constellation. Nei giorni scorsi è stato disposto il sequestro probatorio dei telefoni cellulari dei ragazzi italiani morti o rimasti feriti nel rogo che a Crans-Montana ha causato 41 vittime e 115 feriti.

Il fascicolo è nelle mani del pubblico ministero Stefano Opilio, che procede per disastro colposo, omicidio plurimo colposo e lesioni aggravate. I dispositivi sono in fase di acquisizione in vista di un’analisi forense che – riferisce l’Ansa – prenderà il via a breve.

Per gli inquirenti italiani, immagini, video, messaggi e dati contenuti negli smartphone potrebbero rivelarsi decisivi per ricostruire minuto per minuto quanto accaduto nella notte di San Silvestro nel bar Le Constellation. Nel decreto di sequestro – che riporta i nomi di tredici giovani, mentre per altri i telefoni erano già stati acquisiti – si sottolinea che “non risulta, allo stato, che le autorità svizzere abbiano disposto il sequestro dei telefoni cellulari in uso alle persone offese”.

Secondo la Procura di Roma, i telefoni “potrebbero contenere immagini e/o riprese video relative alla tragedia”, utili a documentare la dinamica dei fatti, le circostanze di tempo e di luogo e a individuare eventuali profili di responsabilità.

Le analisi tecniche serviranno a “cristallizzare” i contenuti, mettendoli in sicurezza dal punto di vista probatorio, per chiarire aspetti ancora controversi: dalla gestione dell’emergenza alle condizioni di sicurezza del locale.

Mentre in Svizzera l’inchiesta prosegue sul fronte penale, anche Roma accelera. La partita giudiziaria si gioca ora anche dentro gli smartphone, tra immagini, chat e video che potrebbero raccontare ciò che è accaduto davvero in quei minuti di fuoco e panico, visto e considerato che i video delle telecamere di sorveglianza sono stati cancellati.

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