POLITICA E POTERE
Simona Genini: "Iniziative popolari, si dica esattamente come finanziarle"
Le proposte presentate dalla deputata a nome del gruppo PLR "per un uso responsabile dei diritti popolari”
TiPress / Mattia Martegani

Le iniziative popolari sono uno degli strumenti più preziosi della democrazia svizzera, ma proprio per questo vanno preservate nella loro credibilità e nel loro corretto utilizzo. È da questa premessa che parte l’iniziativa parlamentare generica presentata da Simona Genini a nome del gruppo PLR, intitolata “Per un uso responsabile dei diritti popolari”.

Nell'atto parlamentare si sottolinea che negli ultimi anni, sia a livello federale sia cantonale, sono state presentate iniziative che comportano costi rilevanti per le finanze pubbliche senza che venissero indicate in modo chiaro e verificabile le modalità di finanziamento. Le regole attuali, si osserva, permettono infatti di proporre nuovi compiti o nuove prestazioni a carico dello Stato senza esplicitare davvero né le conseguenze finanziarie né le relative coperture.

Per Genini, questo meccanismo rischia di creare aspettative legittime nella popolazione, lasciando però irrisolto il nodo della sostenibilità. Il principio di fondo è netto: la democrazia diretta non può diventare uno strumento che separa la decisione di spesa dalla responsabilità del suo finanziamento.

L’iniziativa propone quindi di modificare la Legge sull’esercizio dei diritti politici (LEPD), introducendo un requisito specifico di trasparenza finanziaria per le iniziative popolari che comportano nuovi oneri rilevanti per il Cantone.

In particolare, si chiede che:
le iniziative popolari con conseguenze finanziarie superiori a una soglia determinata, proposta in 10 milioni di franchi annui, inclusi gli ammortamenti su investimenti, debbano contenere una descrizione dettagliata e verificabile delle modalità di finanziamento;
non siano considerate sufficienti indicazioni generiche o indeterminate, quali riferimenti a “risparmi futuri” o “riduzioni di spese superflue”;
nell’ambito dell’esame di ricevibilità e attuabilità ai sensi dell’articolo 102 LEPD, venga espressamente valutata anche la sostenibilità finanziaria della proposta.

Il senso politico dell’atto parlamentare, viene sottolineato nel testo, non è quello di limitare i diritti popolari, ma piuttosto di rafforzarne la qualità. Una decisione democratica, si legge, è tanto più solida quanto più si fonda su informazioni complete e trasparenti. E la conclusione richiama un principio di fondo: responsabilità e libertà non si contraddicono, ma si presuppongono reciprocamente.

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