"Contesto fermamente le ricostruzioni recentemente pubblicate e ribadisco che le informazioni da me ricevute nel 2021 non contenevano alcun elemento che potesse far ipotizzare la commissione di reati perseguibili d’ufficio"

di Norman Gobbi *
Alla luce delle insinuazioni contenute nelle ricostruzioni pubblicate sulla vicenda che ha coinvolto il collega Claudio Zali, ritengo necessario precisare, con piena trasparenza, alcuni elementi, in particolare riguardo alle informazioni di cui ero a conoscenza nel 2021 in relazione alla signora 52enne tragicamente deceduta a Melide.
A inizio settembre 2021, la signora mi ha contattato tramite messaggio privato sui social media, informandomi che aveva sporto denuncia penale nei confronti del collega, senza specificare la natura dei fatti. La questione risultava pertanto già sottoposta all’autorità giudiziaria competente. A fine settembre 2021, ho ricevuto una e-mail dalla stessa signora, nella quale mi chiedeva di intervenire presso il collega affinché le porgesse delle scuse scritte. La signora riferiva inoltre in quella e-mail di aver informato pure il quotidiano «laRegione» e manifestava l’intenzione di rendere pubbliche le informazioni relative a quanto accaduto tra lei e il collega, senza precisare a quali fatti si riferisse. Nelle due comunicazioni, non si faceva in alcun modo riferimento alla possibile commissione di reati di natura sessuale, ossia reati perseguibili d’ufficio.
Come già indicato, tenuto conto che la signora già aveva sporto denuncia e che quindi già se ne stava occupando l’autorità giudiziaria, la questione era stata comunque discussa internamente alla Lega, interpellando anche il diretto interessato, il quale aveva escluso la sussistenza di fatti rilevanti e ricondotto la vicenda a dinamiche attinenti alla propria sfera privata. Successivamente non mi sono giunte altre segnalazioni, né mai mi è pervenuta alcuna comunicazione da parte dell’autorità giudiziaria competente che potesse indicare la pendenza di procedimenti in relazione ai fatti richiamati.
Contesto fermamente le ricostruzioni recentemente pubblicate e ribadisco che le informazioni da me ricevute nel 2021 non contenevano alcun elemento che potesse far ipotizzare la commissione di reati di natura sessuale o comunque perseguibili d’ufficio. Sottolineo che la signora mi aveva comunque già informato di aver segnalato questi fatti all’autorità giudiziaria competente. Questa precisazione è necessaria affinché quanto effettivamente portato a mia conoscenza all’epoca sia rappresentato in modo corretto e fedele.
* Consigliere di Stato