SECONDO ME
Verdi all'attacco di Marchesi: "Ipocrisia e demagogia sull'immigrazione"
Marco Noi replica a Marchesi: "Questa è la dura realtà. Ed è pietosa. I Verdi non sono disposti a fare la foglia di fico delle vostre vergogne"
TIPRESS

*Di Marco Noi

Scrive così Piero Marchesi nel suo post su Facebook con cui perora l’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni”, mostrando poi lo stralcio di un suo intervento a Matrioska, tagliando però ciò che non gli fa comodo. Poi scrive: “Io e l’UDC stiamo con i ticinesi. Con chi lavora, paga le imposte e fatica ad arrivare a fine mese. Verdi, sinistra e sindacati? Stanno con i frontalieri e con chi vuole spalancare ancora di più le porte. Ora è chiaro: da una parte chi difende i salari dei ticinesi, dall’altra chi li sacrifica”.

Come ama dire Marchesi: “In temp da guèra a ghè püsé ball che tèra” e lui ne è un bell’esempio.

Sentire infatti un difensore della democrazia diretta – quelli che “il popolo ha sempre ragione” – accusare Verdi, Sinistra e Sindacati per la libera circolazione, quando questa è stata avallata e ripetutamente confermata dalla maggioranza del popolo svizzero (a Verdi e Sinistra piacerebbe molto avere queste maggioranze…), dà l’idea dell’ipocrisia e della demagogia dell’UDC.

Marchesi sembra poi dimenticare che i Verdi del Ticino, con Greta Gysin quale prima firmataria, si sono fatti promotori della prima legge su un salario minimo per aiutare chiunque viva nel nostro cantone (ticinesi compresi) ad arrivare meglio alla fine del mese. Questa legge si è resa necessaria perché i datori di lavoro – non certo Verdi o di Sinistra – alla fine del mese pagano i salari che pagano, sfruttando ampiamente il frontalierato per aumentare i loro margini di guadagno. A Marchesi ricordiamo anche che in Parlamento la prima legge sul salario minimo è stata portata in porto da Samantha Bourgoin quale relatrice, malgrado l’opposizione di PLR e, guarda un po’, proprio dell’UDC.

Marchesi ha anche rimosso che da trent’anni a questa parte non sono i Verdi del Ticino a proporre ossessivamente sgravi fiscali per attirare nuove aziende e creare posti di lavoro perlopiù a basso valore aggiunto e per attirare contribuenti benestanti. Casomai è proprio Sergio Morisoli, deus ex machina democentrista, che da quando era Segretario generale del DFE di Marina Masoni (1995-2007) ha promosso questa politica che ci ha portato dove siamo ora, con traffico e affitti balzati alle stelle. Non certo i Verdi del Ticino, che hanno sempre criticato questa impostazione.

Per dirla tutta, poi, il credo di Morisoli e dell’UDC, condiviso dalla Lega e purtroppo scimmiottato anche dal PLR di Christian Vitta, da allora a oggi, con i suoi sgravi fiscali, ha fatto perdere annualmente alle casse cantonali 430 milioni di franchi e 300 a quelle comunali. Come se non bastasse, Morisoli, responsabile agli inizi degli anni 2000 di difendere gli interessi del nostro cantone per la Nuova Perequazione finanziaria, oggi criticata da tutti meno che dall’UDC (coscienza sporca?), ha fatto perdere alle casse e alla popolazione del nostro Cantone tra i 200 e i 300 milioni all’anno.

Ma forse che la rinuncia a incassare 600-700 milioni di franchi all’anno ha arricchito il Ticino e chi vi vive? Salari ancora più bassi rispetto alla media svizzera, affitti lievitati a causa dei grandi facoltosi che dopano il mercato, traffico per alimentare le aziende del Sottoceneri, territorio svenduto e martoriato per alimentare i trip neoliberali (non sono i Verdi che promuovono il marketing territoriale). Ecco come l’UDC difende il Ticino e i ticinesi. E, per di più, non ha nemmeno il coraggio di metterci la faccia, ma scarica le responsabilità sulle minoranze politiche e sulla libera circolazione decisa dal popolo.

Questa è la dura realtà, Marchesi! Ed è pietosa. I Verdi del Ticino non sono disposti a fare la foglia di fico delle vostre vergogne. Anzi, le sveleranno tutte, in modo che le ticinesi e i ticinesi si rendano conto della vostra vera natura.

*Deputato Gran Consiglio e coordinatore Verdi del Ticino

 

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