SECONDO ME
Disoccupazione frontalieri, Chiesa: "La prima, ma non l’ultima, fattura di Bruxelles"
"Il Consiglio federale ha il dovere di difendere gli interessi del Paese con una posizione altrettanto chiara: nessun nuovo onere senza controllo"
TiPress/Galli

di Marco Chiesa *

La riforma europea sulla disoccupazione dei frontalieri non è una sorpresa. È la conferma di un rischio annunciato. L’11 giugno scorso ho depositato una mozione con cui chiedo al Consiglio federale di respingere, nel Comitato misto sulla libera circolazione delle persone, la ripresa della modifica approvata oggi dall’Unione europea. La Svizzera non può accettare nuovi obblighi finanziari che nascono da decisioni prese a Bruxelles senza poterli governare e controllare.

Il punto è semplice: se la Svizzera deve versare prestazioni a persone residenti all’estero, deve anche poter verificare che cerchino realmente un impiego, che siano disponibili al lavoro e che rispettino gli obblighi previsti dalla legge. Oggi questi controlli sono fortemente limitati, perché la vigilanza resta nelle mani delle autorità dello Stato di residenza. Pretendere che l’assicurazione contro la disoccupazione svizzera si assuma nuovi oneri senza poter esercitare un controllo effettivo è inaccettabile.

La Svizzera è il Paese in Europa con il maggior numero di frontalieri e sarebbe quindi quello maggiormente colpito da questa revisione. Secondo le stime della SECO, la riforma comporterebbe costi aggiuntivi compresi tra 600 e 900 milioni di franchi all’anno. Non si tratta di un dettaglio tecnico. È una decisione presa a Bruxelles che produrrebbe conseguenze dirette sulle finanze e sul sistema sociale svizzeri.

Su questo dossier è bene essere chiari: la modifica non entrerà automaticamente in vigore. Potrà essere adottata solo con il consenso esplicito della Svizzera nel Comitato misto. Non siamo quindi di fronte a un fatto compiuto, ma a una scelta politica. Il Consiglio federale ha il dovere di difendere gli interessi del Paese con una posizione altrettanto chiara: nessun nuovo onere senza controllo, nessuna prestazione senza verifica, nessuna ripresa automatica di decisioni prese altrove.

Ma questa vicenda va ben oltre la disoccupazione dei frontalieri. Riguarda il metodo. È il primo banco di prova di ciò che rischia di diventare la normalità con i Bilaterali III e con il meccanismo di ripresa dinamica del diritto europeo. Con quel meccanismo, il costo politico e giuridico di un rifiuto aumenterebbe sensibilmente. Oggi la Svizzera può ancora dire no senza essere vincolata da quella logica.

La sovranità non è uno slogan. È la libertà di dire sì quando una scelta è nell’interesse della Svizzera e di dire no quando non lo è. Oggi abbiamo ancora gli strumenti per farlo. Il Consiglio federale li usi, con fermezza e senza esitazioni.

Difendere gli interessi della Svizzera non è un’opzione. È un dovere. E i doveri si assolvono, non si rinviano. Se a Berna dovesse mancare il coraggio di dire no, sarà il popolo svizzero a ricordare che, nel nostro Paese, l’ultima parola non spetta a Bruxelles.

Ringraziandovi per la cortese ospitalità, auguro buon lavoro e una buona serata.

* consigliere agli Stati

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
Potrebbe interessarti anche

SECONDO ME

Oliviero Pesenti: “Svizzera forte, leadership debole”

POLITICA E POTERE

Tassa sulla salute, Quadri sollecita Berna dopo la perizia Hinny

SECONDO ME

Salvioni: "Dopo il 14 giugno: neutralità, Bilaterali III e la nuova geografia politica della Svizzera"

SECONDO ME

Frontalieri: “Bruxelles decide, Berna paga”

POLITICA E POTERE

Perequazione, il Governo attacca Berna: “Grande delusione. Minata la coesione nazionale”

POLITICA E POTERE

Chiesa in pressing sul Consiglio Federale: "Bisogna evitare una catastrofe energetica"

In Vetrina

LETTURE

Luca Villoresi torna in libreria con “Il buio di cristallo”

07 LUGLIO 2026
ABITARE

Gehri, la piscina come stanza all’aperto

07 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Locarno79 riporta “Balla coi lupi” sul grande schermo

07 LUGLIO 2026
SINDACATO E SOCIETÀ

"Formazione continua, il quarto pilastro delle nostre vite"

05 LUGLIO 2026
SINDACATO E SOCIETÀ

"Lavorare sì, ma a quali condizioni?"

03 LUGLIO 2026
PANE E VINO

San Bernardino punta sull'alta cucina: torna Alpine Gourmet con sei serate dedicate agli chef stellati

02 LUGLIO 2026
LiberaTV+

LISCIO E MACCHIATO

Piccaluga: "Su Zali panna montata. E con l'UDC indietro non si torna"

26 GIUGNO 2026
LISCIO E MACCHIATO

"Berna ci frega con gli ucraini!". E De Rosa e i paletti sui ristorni

18 MAGGIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

Mirante-Sirica, che scontro. E l'UDC contro il PLR

12 GIUGNO 2026