SECONDO ME
Caso Zali: "il problema non è - solo - la colpevolezza, è la separazione delle funzioni"
Niccolò Salvioni: "Il presidente del Governo è coinvolto, a più titoli, in questioni che ricadono nel settore giustizia, e ne è al tempo stesso il responsabile politico"

*Di Niccolò Salvioni (Opinione pubblicata su Ticinus)

Sul caso che sta scuotendo il Governo ticinese vale la pena distinguere due piani che il dibattito pubblico tende a confondere: il merito dei fatti e il metodo con cui le istituzioni li stanno affrontando.

Sul primo piano questa analisi non si pronuncia. Non tocca a un commentatore stabilire se gli audio attribuiti a Claudio Zali siano autentici, né se le ipotesi di reato riferite dalla stampa siano fondate: tutti i procedimenti sono in fase istruttoria e la presunzione d'innocenza vale integralmente. Né vi è alcun elemento che autorizzi a ipotizzare ingerenze nell'attività inquirente, la cui indipendenza è garantita: affermarlo senza prove sarebbe un'accusa grave e infondata.

Il secondo piano è invece quello su cui vale la pena ragionare, perché riguarda l'assetto delle istituzioni, non le persone.

Il presidente del Governo si trova oggi in una posizione che merita attenzione indipendentemente dall'esito delle vicende in corso: è coinvolto, a più titoli, in questioni che ricadono nel settore giustizia, e ne è al tempo stesso il responsabile politico. Non per colpa personale, ma per una scelta organizzativa del luglio 2025 — il cosiddetto "arrocchino" — che gli ha attribuito la conduzione di magistratura, polizia e giudicature di pace, pur lasciandolo alla guida del Dipartimento del territorio.

Quando chi vigila e chi è oggetto di vigilanza tendono a coincidere, si produce quello che i giuristi chiamano un difetto di apparenza di imparzialità. Non è un vizio estetico: è un requisito autonomo di legittimità, che genera un danno istituzionale a prescindere da qualunque comportamento scorretto effettivamente accertato. Vale l'antico principio per cui la moglie di Cesare doveva essere al di sopra di ogni sospetto — non perché fosse colpevole, ma perché il sospetto, da solo, basta a intaccare la fiducia pubblica.

La Svizzera stessa offre un precedente istruttivo, e più vicino di quanto sembri. Nel settembre 2018, dopo l'apertura di un procedimento penale a carico del consigliere di Stato ginevrino Pierre Maudet, il Governo cantonale intervenne in due tempi. Il 5 settembre affidò a un collega tutte le relazioni istituzionali tra il Dipartimento della sicurezza e il potere giudiziario, per garantire l'indipendenza del Ministero pubblico. Otto giorni dopo, ritenendo la misura insufficiente, gli trasferì anche la responsabilità gerarchica della polizia, perché alcuni ispettori della polizia giudiziaria avrebbero potuto essere coinvolti nell'istruttoria in corso.

Maudet restò in carica e alla guida del proprio dipartimento; nessuno lesse in ciò un giudizio anticipato — il procedimento si sarebbe concluso solo anni dopo. Il Governo ginevrino enunciò un principio da ricordare: a un eletto dal popolo non si ritirano tutte le prerogative. Si separano le funzioni esposte al conflitto, non il mandato.

È esattamente lo schema che il Ticino ha oggi a disposizione, senza bisogno di modificare una sola legge. Due interventi, paralleli e distinti. Sul piano giudiziario, la nomina di un procuratore straordinario esterno — magistrato di un altro cantone, così da neutralizzare qualunque conflitto: strumento già utilizzato in Ticino nell'agosto 2024, e oggetto di un'iniziativa parlamentare depositata nel dicembre 2025 per renderne automatica l'attivazione. Sul piano politico-amministrativo, la restituzione almeno temporanea della conduzione di magistratura e polizia a un altro membro del Governo, tanto più agevole in quanto l'attribuzione del 2025 era essa stessa dichiaratamente provvisoria.

È, tra le misure possibili, la meno invasiva: non tocca il mandato popolare, non anticipa alcun verdetto, non priva nessuno della direzione del proprio dipartimento, ed è revocabile il giorno stesso in cui i procedimenti si chiudessero senza addebiti. Il suo costo istituzionale è prossimo allo zero; il costo di non adottarla cresce a ogni settimana che passa.

C'è infine una lezione che viene da più lontano, e da più vicino di quanto si pensi. Carlo Battaglini, figura di spicco del radicalismo ticinese ottocentesco, scriveva nel gennaio 1855 sul Repubblicano della Svizzera Italiana una frase oggi incisa sul suo monumento nella sua piazza a Lugano: «Tre cose siano poste a salvaguardia della Repubblica: la costituzione delle leggi, la virtù dei magistrati, le accuse dei vizi.»

Le accuse ci sono state, e Battaglini le considerava una garanzia costituzionale, non un'intrusione. La virtù dei magistrati non è in discussione: nessun elemento, allo stato, autorizza a dubitarne. A mostrare la crepa è il primo elemento: le regole che dovrebbero incanalare l'accusa verso un accertamento ordinato, terzo e tempestivo, invece di lasciarla dibattere indefinitamente nello spazio pubblico.

Ricostruire quella terzietà non è un atto contro nessuno. È, semplicemente, ciò che permette a un sistema democratico di attraversare una crisi senza logorarsi.

*analista politico-istituzionale
 

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
Potrebbe interessarti anche

SECONDO ME

Caso Zali: "il Governo ha detto che le regole bastano. Quarantott'ore dopo, il caso"

POLITICA E POTERE

Caso Zali, anche l'UDC chiede le dimissioni: "Non basta togliergli Polizia e Magistratura"

CRONACA

Caso Zali, i Verdi: "Faccia subito un passo indietro"

SECONDO ME

"Crans-Montana, le fatture di Sion e la colpa collettiva svizzera"

POLITICA E POTERE

Caso Zali, il Governo prende atto delle dimissioni. Carobbio nuova presidente del Consiglio di Stato

POLITICA E POTERE

Caso Zali, la resa dei conti in Parlamento? L'MPS: "Il Governo non vuole giocare la partita?"

In Vetrina

TELERADIO

Questa sera a Matrioska "le piazze in rivolta"

21 OTTOBRE 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Dal teatro di Oscar Wilde alla fantascienza di Blade Runner: il LAC tra inganni, passioni e intelligenza artificiale

20 OTTOBRE 2026
LETTURE

Due voci della poesia ticinese: Morgantini e Allidi raccontano la vita tra dolore, memoria e rinascita

19 OTTOBRE 2026
PANE E VINO

Il Ticino si racconta a tavola: vino, sapori e tradizioni per conquistare nuovi turisti

18 OTTOBRE 2026
OLTRE L'ECONOMIA

Andrea Gehri: la bussola, Vitta, lo Stato, le finanze... E un nuovo Libro Bianco

17 OTTOBRE 2026
LETTURE

"Tulipan", il diario di una madre che intreccia ricordi, emozioni e piccoli frammenti di vita

15 OTTOBRE 2026
LiberaTV+

ANALISI

Antonio Perugini: Zali, Ermani, il Consiglio della Magistratura, il rapporto Galliani...

18 OTTOBRE 2026
SECONDO ME

Oliviero Pesenti: "Prima bisogna creare il lavoro, poi difenderlo"

17 OTTOBRE 2026
SECONDO ME

Roberto Caruso: "L’abito per fare scuola"

13 OTTOBRE 2026