"In un cantone di beati sniffatori quotidiani - annota ancora Claudio Lo Russo - pochi forse si chiedono quale tragitto abbia fatto quella polverina magica prima di atterrare sul loro specchietto portatile. Fra quante mani è passata, quali storie ha lasciato dietro di sé, quali ferite. I lavoratori sfruttati, le intere comunità in ostaggio del profitto di pochi, il clima sociale intossicato, il conflitto perpetuo che nega diritto alla parola e alla speranza, le voci critiche minacciate, zittite uccise, sfregiate o decapitate a scopo dimostrativo. Quanto sangue, dietro una striscia. Oggi è il Messico, ieri la Colombia. Il fatto che quella “anarchia”, o meglio quella dittatura, fatta di violenza bestiale e di negazione della libertà, divenga a migliaia di chilometri di distanza spunto di divertimento notturno, conferma una certa nostra generale incapacità di uscire dai noi stessi; per vedere oltre la superficie delle cose, sviluppare uno sguardo minimamente critico e complesso sulla realtà, provare empatia per il prossimo".