CRONACA
Narcos, Escobar e il party di carnevale. Anche La Regione critica l'evento: "L'aspetto più drammatico della vicenda è l'inconsapevolezza"
Il quotidiano bellinzonese dedica il commento in prima pagina al caso: "Il problema, come sempre, è darsi da sé un confine, un codice etico sul quale orientare le proprie scelte. Altrimenti, un party si può finire con il farlo anche a tema “ndrangheta”, “SS” o “Isis”: dopotutto si fa solo per divertirsi"
CRONACA

Al Rabadan di Bellinzona un party ispirato ai Narcos e a Pablo Escobar. Qualcuno lo farebbe con Totò Riina o i camorristi di Gomorra? Perché è la stessa cosa

03 FEBBRAIO 2017
CRONACA

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03 FEBBRAIO 2017
CRONACA

"Con i massacri non si scherza". La comunità colombiana ticinese insorge contro il party a tema sui narcos e Pablo Escobar organizzato da un bar in occasione del Rabadan

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"È incredibile quanto siete caduti in basso voi giornalisti. È carnevale, è satira, ignorante. E allora Charlie Hebdo? La vostra è diffamazione". Dialogo strampalato con "uno degli organizzatori" del party ispirato a Pablo Escobar

03 FEBBRAIO 2017
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03 FEBBRAIO 2017
BELLINZONA - "Un film o una serie tv offrono allo spettatore la possibilità di sviluppare un suo sguardo critico, una sua consapevolezza. Che è altra cosa dal propinare un po’ di sbrago notturno da Rabadan".
 
Alle voci critiche nel giudizio sul party a tema ispirato ai Narcos e a Pablo Escobar, in agenda al Caffè degli artisti in occasione del prossimo Rabadan, si aggiunge anche quella della Regione. Il quotidiano bellinzonese dedica alla vicenda il commento di prima pagina, affidato alla penna di Claudio Lo Russo. 
 
Di seguito riprendiamo un paio di stralci del "pezzo", ma vi invitiamo a leggere la versione integrale sul sito della Regione (clicca qui). 
 
"C’è da crederci. Il bar che in vista del Rabadan ha lanciato la sua festa a tema ‘Narcos’, voleva solo organizzare un evento «all’insegna del divertimento e dell’allegria». Ed è proprio questo, ci pare, l’aspetto più drammatico di questa vicenda: la mancanza di cattive intenzioni, l’inconsapevolezza. Il diritto al divertimento, o il suo “tunnel”, giustifica forse qualche forzatura. Il problema, come sempre, è darsi da sé un confine, un codice etico sul quale orientare le proprie scelte. Altrimenti, un party si può finire con il farlo anche a tema “ndrangheta”, “SS” o “Isis”: dopotutto si fa solo per divertirsi".
 
 
"In un cantone di beati sniffatori quotidiani - annota ancora Claudio Lo Russo - pochi forse si chiedono quale tragitto abbia fatto quella polverina magica prima di atterrare sul loro specchietto portatile. Fra quante mani è passata, quali storie ha lasciato dietro di sé, quali ferite. I lavoratori sfruttati, le intere comunità in ostaggio del profitto di pochi, il clima sociale intossicato, il conflitto perpetuo che nega diritto alla parola e alla speranza, le voci critiche minacciate, zittite uccise, sfregiate o decapitate a scopo dimostrativo. Quanto sangue, dietro una striscia. Oggi è il Messico, ieri la Colombia. Il fatto che quella “anarchia”, o meglio quella dittatura, fatta di violenza bestiale e di negazione della libertà, divenga a migliaia di chilometri di distanza spunto di divertimento notturno, conferma una certa nostra generale incapacità di uscire dai noi stessi; per vedere oltre la superficie delle cose, sviluppare uno sguardo minimamente critico e complesso sulla realtà, provare empatia per il prossimo". 
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