CRONACA
Junker, "l'Ue non crollerà quando me ne andrò. E sui migranti..."
Il presidente della Commissione UE è convinto che "non si debba disperare sul futuro dell'Unione Europea. Sarebbe profondamente deplorevole se la questione della migrazione dominasse la campagna elettorale per le europee"

BRUXELLES – Cosa ne sarà dell’UE quando cambieranno i vertici e Jean-Claude Junker non sarà più alla guida? In un’intervista alla Welt am Sonntag il presidente della Commissione europea si mostra sicuro: “Una cosa è certa: quando partirò il primo novembre 2019 l’Europa non crollerà. Sono fermamente convinto che l’Europa abbia un avvenire e non c’è nessuna ragione di disperare, anche se è vero che è legittimo preoccuparsi”.

“È un grave errore lasciar moltiplicare il numero di persone che, in seno ai grandi partiti tradizionali, si fanno sconsideratamente l’eco dei populisti, a camminare sui passi dei demagoghi si finisce per mostrare solo la propria schiena”, ha ammonito.

A suo dire, non sarebbe corretto che sia il solo tema della migrazione a pesare in modo determinante sulle elezioni europee. “Sarebbe profondamente deplorevole se la questione dei migranti dominasse la campagna elettorale per le europee, in quanto è importante, ma è lontano dall’essere il nostro maggior problema. Peraltro serve che personalità politiche dotate di senso di responsabilità abbiano il coraggio di affrontare questo tema conflittuale e che diano prova di pazienza per spiegare alla gente che l’accoglienza dei rifugiati non è un problema insolubile, con una maggiore cooperazione ben ordinata in Europa”.

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