CRONACA
Lugano, benedetti jet privati
Filippo Lombardi dopo le proteste all'aeroporto di Ginevra: "I ricchi stanno generando un profitto per la città”

LUGANO - Benedetti jet privati, almeno per l’aeroporto di Lugano.  A seguito della protesta all’aeroporto di Ginevra da parte degli attivisti pro clima, il Corriere del Ticino ha raccolto le considerazioni di Filippo Lombardi, municipale responsabile di Lugano Airport.

“La lotta degli attivisti - afferma Lombardi - è mal riposta. L’aviazione in generale già oggi sta evolvendo verso tecnologie che consumano e inquinano di meno”. E in futuro, secondo l’esponente del Centro, andrà ancora meglio grazie ai motori elettrici e ad idrogeno.

Per i contestatori che hanno bloccato per un’ora il traffico aereo a Ginevra, i jet privati andrebbero semplicemente messi vietati: troppo grande l’impatto ambientale di questi mezzi di trasporto di lusso. Ma per lo scalo ticinese sarebbe un dramma: ad Agno atterranno e decollano 4’000 aerei ogni anno, una quindicina al giorno”.  Aerei per ricchi, si diceva, proprio quelli che la Città cerca di attrarre. Gli ultimi sono gli ormai celeberrimi novervegesi.

“Per Lugano e per tutti i Comuni della regione è un asset strategico importante per attirare globalisti e aziende che creano impieghi”, spiega Lombardi al CdT. E aggiunge: “Grazie alla strategia dei voli privati - spiega Lombardi - lo scalo è tornato nelle cifre nere. Il consuntivo 2022 della Città alla voce aeroporto di Lugano segna infatti un milione di utile. Abbiamo aumentato le tariffe sui jet privati e messo una tassa supplementare per i velivoli più rumorosi. Per il terzo anno consecutivo, anche nel 2022, l’aeroporto ha chiuso nelle cifre nere. Il ritornello del passato secondo cui i contribuenti di Lugano pagano le tasse per permettere ai ricchi di volare, è stato ribaltato. Ora i ricchi stanno generando un profitto per la città”.

E qui torniamo sempre al solito punto: ecologia vs economia, ovvero posti di lavoro o protezione dell’ambiente. Sbagliato e dannoso secondo Lombardi fare la guerra all’aviazione privata. Occorre “piuttosto, occorre preparare l’aeroporto di Lugano affinché possa accogliere al meglio l’arrivo delle nuove tecnologie”.

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