E il servizio televisivo sul concerto dei cantori corsi organizzato in dicembre nella chiesa di Lens dal patron del Constellation

Traduzione dell'articolo pubblicato il 21 gennaio su Le Figaro - Davanti alle boiserie dell’altare della chiesa di Lens, elegante località del Canton Vallese, un piccolo gruppo di uomini intona i classici della polifonia còrsa, una mano premuta sull’orecchio. Le voci del gruppo I Vagabondi si alzano mentre l’organizzatore del Festival dei Canti Còrsi, un certo Jacques Moretti, rievoca davanti alla televisione svizzera Canal 9 le radici di questa tradizione, dove tutti «i gruppi corsi sono più o meno impegnati nella rivendicazione còrsa. Erano le vetrine del nazionalismo». L’intervista viene trasmessa il 12 dicembre 2025, due settimane prima dell’incendio che ha devastato il suo bar Le Constellation, provocando 40 morti e 116 feriti. GUARDA IL SERVIZIO TV
Fra le mura di questa chiesa risuonano ora i pianti delle famiglie delle vittime. Degli uomini con un forte accento isolano respingono i media che tentano di avvicinarsi a lui e alla moglie, Jessica Moretti, entrambi oggetto di un’istruttoria per «omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo».
Il patriarca e la “belote” alle Baumettes
La storia di Jacques Moretti si scrive inizialmente tra Alando, nei monti dell’Alta Corsica, e Solenzara, sulla costa orientale dell’isola, con una breve parentesi a Nizza, sulla Costa Azzurra. «Moretti? Non lo conosco!», afferma Jean Toma, sindaco di Solenzara – che però gioca regolarmente a carte con il padre di Jacques…
Nelle viuzze del comune, deserto in questo inizio d’anno, le memorie sembrano essersi assopite. Né gli abitanti né le figure locali della Côte des Nacres si mostrano più loquaci.
Nell’ambito dell’istruttoria, la moglie di Moretti descrive la sua infanzia come «caotica», segnata dalla «fame» e da periodi «in strada». Un racconto che contrasta con lo stile di vita oggi ostentato dalla coppia.
Da adolescente Jacques lascia la scuola e, a 16 anni, lavora al bancone del ristorante aperto dalla madre a Corte, prima di tornare a Solenzara, dove gestisce il suo primo commercio: una piccola bottega di prodotti locali. Anche suo fratello maggiore si stabilisce lì. In parallelo intraprende corsi da elettricista, muratore e, qualche anno più tardi, da agricoltore.
Impaziente di crescere, si sposa molto presto ma divorzia all’inizio degli anni 2000, quando non ha ancora 24 anni. Il padre descrive Jacques come un lavoratore instancabile forgiato nei cantieri: «Jacques, da giovanissimo, pur avendo un handicap alla gamba, lavorava con la carriola. E di betoniere ne ha consumate venti!».
Vedovo dal 2012, Jean-Mathieu Moretti gestisce un piccolo bistrot di Solenzara frequentato solo da gente del posto. Pur evitando di parlare del proprio passato, ammette di aver avuto problemi con la giustizia «trent’anni fa». «Non ce ne frega niente di tutto questo», taglia corto, appoggiato vicino al camino sormontato da un ritratto di Don Corleone. Le fonti giudiziarie contattate non confermano, allo stato attuale, precedenti penali.
Sui social, il patriarca accenna con ironia ad aver studiato «la belote» tra le mura del carcere delle Baumettes, a Marsiglia. Respinge però qualsiasi legame con la criminalità organizzata, evocato da alcuni media dopo l’incendio: «Non siamo delinquenti!».
Riconosce appena l’impegno giovanile del figlio nel nazionalismo: «Come quasi tutti i Còrsi», scherza un conoscente della famiglia. «Non è certo un volto della malavita», commenta un investigatore della polizia giudiziaria.
Affari con “protettori svizzeri”
Se non esistono legami con organizzazioni criminali, Jacques Moretti si è comunque allontanato presto dall’edilizia ed è stato condannato per sfruttamento della prostituzione.
All’inizio degli anni 2000 si stabilisce in Savoia, «dove molti locali sono gestiti da Còrsi, soprattutto per riciclare denaro», ci viene detto. A La Clusaz, in quello che definisce un “salone di massaggi”, assume giovani donne tra l’estate 2004 e l’autunno 2005 e poi le “sistema” in vari saloni in Svizzera – a Berna e Soletta – gestiti da «protettori svizzeri con cui era in affari, con l’intenzione di ricavare profitti».
Verrà condannato a 12 mesi di carcere, di cui 8 con la condizionale.
Nello stesso periodo, tra il 2004 e il 2006, Moretti «fornisce false attestazioni di alloggio e di pagamento affitto» per ottenere sussidi della CAF: incasserà indebitamente 6.931,99 euro e sarà condannato nel 2010 a Bastia a 4 mesi con sospensione.
I suoi guai giudiziari non bloccano però le sue attività. Gestisce con l’allora compagna una discoteca sul porto di Bonifacio, il Lolla Palooza, per cinque anni. I volantini dell’epoca mostrano donne in pose provocanti. Il progetto dura fino al 2014.
La sua ex compagna Patricia non vuole commentare, ma il figlio di lei, Jean-Marc, rimane legatissimo all’ex patrigno: «Quando Jacques e Patricia si sono separati, lui è andato via con Jacques. È il suo padre sostitutivo, il suo modello. Lo ha cresciuto dai suoi 12 anni», spiega una fonte.
Oggi trentatreenne e padrino del figlio minore di Jacques, Jean-Marc lavora in uno dei suoi ristoranti in Svizzera. La sua fidanzata, Cyane Panine, era cameriera al Constellation ed è tra le vittime.
“Pratiche professionali disoneste”
Nel 2013 Jacques sposa una donna del continente: Jessica Maric, figlia di un pompiere di Cannes che sognava di fare l’attrice. Dopo vari corsi di teatro a Parigi ottiene solo piccoli ruoli.
Le nozze vengono celebrate il 1° giugno 2013 a Sartène.
Nel 2011 Moretti individua il potenziale di Crans-Montana, meta di turisti facoltosi. «Ne avevo sentito parlare da clienti svizzeri», racconterà nel 2016. «Siamo simili, siamo montanari dal carattere forte».
Nel 2015 la coppia ottiene le chiavi del Constellation, un bar abbandonato. Moretti esegue personalmente i lavori, con materiali vallesani o importati dall’Est, mentre un’azienda còrsa cura l’impianto audio e luci.
Il progetto iniziale – una lounge per vacanzieri di lusso – non funziona.
«Avevano pratiche disoneste», sostiene Francis*, proprietario di un altro locale: «La gente ha capito che non serviva l’alcol indicato, ma alcol scadente».
Moretti torna così al pubblico storico del bar: i giovani della zona.
Dopo il Constellation arrivano altri acquisti:
– Le Senso nel 2020 (1,6 milioni di euro), trasformato in burger house chic;
– Le Vieux Chalet nel 2023, una locanda còrsa di livello superiore a Lens.
Critici e clienti descrivono la coppia come «discreta» ma «instancabile», ben inserita nella ristorazione vallesana.
Un patrimonio che cresce
Per dieci anni le attività dei Moretti prosperano.
Fra il 2020 e il 2024 acquistano due chalet a Lens (80 m² ciascuno), un appartamento con piscina a Cannes (430.000 euro), e rilevano i muri del Constellation.
Secondo i documenti consultati da Le Figaro, avrebbero acceso almeno cinque mutui per un totale di 6,4 milioni di euro.
Davanti alla loro abitazione a quattro piani spiccano una Porsche Cayenne e un vecchio Nissan Patrol. Moretti dichiara anche una Bentley, un van Mercedes e una Smart, tutti in leasing tramite società.
In audizione affermano di percepire 10.700 euro al mese grazie ai tre locali: un reddito apparentemente modesto rispetto allo stile di vita ostentato.
Dietro l’ascesa, però, le vecchie abitudini restano.
Nel 2016 Moretti viene multato per aver assunto lavoratori stranieri senza permesso.
Nel 2020 è sospettato di aver usato un prestito Covid per pagare il leasing di una Maserati: sarà prosciolto.
«I Moretti sono avidi e pensano solo ai soldi», afferma un ex dipendente.
L’inchiesta svizzera e un futuro incerto
La giustizia svizzera dovrà fare luce sull’arricchimento della coppia e sul possibile legame, diretto o indiretto, con la tragedia.
Due madri di famiglia vicine di casa dichiarano: «Qualunque cosa succeda, i Moretti qui non potranno più vivere. È successo troppo».
Davanti ai giudici, Jacques ribadisce che la loro vita è a Crans-Montana: «Le nostre radici sono qui».
Sostiene di non avere più legami diretti con la Corsica, salvo qualche telefonata e «vecchie amicizie», come quella con Paul-Félix Benedetti, presente al battesimo del figlio nel 2023.
Il 1° gennaio, all’indomani del disastro, il padre di Jacques ha lasciato precipitosamente la sua casa sulla costa orientale per raggiungere il Vallese.
La Corsica, in fondo, viaggia sempre con chi la lascia.