POLITICA E POTERE
Dalle vittorie della Lega alla corsa di Gobbi al Consiglio Federale. Dagli addii di Jelmini, Lurati e Savoia all'isola greca di Rusconi. Fatti, polemiche e curiosità dell'anno politico
Ecco la retrospettiva 2015 dei principali avvenimenti politici ticinesi, attraverso articoli, commenti ed interviste pubblicate da Liberatv

LUGANO – Un anno elettorale, come quello ancora in corso che si chiuderà con le prossime elezioni comunali di aprile, non poteva che essere ricco di eventi da ripercorrere. La restrospettiva politica del 2015 si scrive dunque quasi da sola grazie ai verdetti, vincitori e vinti, che hanno segnato l'inizio della nuova legislatura cantonale e federale. A questi si sommano un paio di vicende piuttosto rilevanti, qualche addio alle scene, e alcune sfiziose curiosità.

Ecco una carrellata, mese per mese, degli articoli pubblicati su Liberatv che raccontano i passaggi più importanti dell'anno che va a concludersi. Ovviamente non c'è tutto: abbiamo scelto tra i "pezzi" che hanno segnato maggiormente la cronaca e li abbiamo sommati a queli che hanno suscitato maggiore attenzione da parte dei nostri lettori. Ma bando alle ciance: pronti, partenza via!

GENNAIO

Il 1 primo gennaio, nel corso del tradizionale discorso per gli auguri di inizio anno, Carla Speziali annuncia che non si ricandiderà per un nuovo mandato (clicca qui). Il sindaco di Locarno lascerà l'Esecutivo nel corso dell'estate lasciando la poltrona di sindaco ad Alain Scherrer.

Il 7 di gennaio Michele Bertini annuncia che si candiderà al Consiglio di Stato(clicca qui) . Per il PLR si tratta di una svolta fondamentale che fa ripartire con il botto una campagna elettorale che si era pesantemente incagliata dopo l'improvviso abbandono della corsa da parte del Comandante delle Guardi di Confine Mauro Antonini. 

Circa una settimana più tardi, è il giorno 15, la Banca Nazionale annuncia l'abbandono della soglia dell'1.20 nel cambio tra Franco ed Euro. La notizia genera ansia e preoccupazione nel mondo politico, economico e sociale, come si evince da un'intervista fatta in quelle ore a Fabio Regazzi (clicca qui)

Il giorno dopo, il 16 gennaio, Svizzera e Italia annunciano dopo anni di trattative di aver firmato una bozza di intesa sulle questioni fiscali. Tra queste vi è anche  l'annosa problematica della tassazione dei lavoratori frontalieri. L'esperto fiscale Marco Bernasconi (clicca qui) esprime da subito perplessità. Nel corso dei mesi cresceranno di molto i pareri critici. Come sappiamo pochi giorni fa l'accordo ha trovato definizione a livello di trattative. Le bocce, a quanto sembra, non si sono spostate di molto. Nelle prossime settimane se ne riparlerà di nuovo.

FEBBRAIO

Per il mese di Febbraio abbiamo scelto di riproporvi una vicenda che ha scaldato parecchio gli animi, di qua e di là del Confine. Si tratta del Bollino di Claro: un marchio etico pro lavoratori residenti (clicca qui)

MARZO

A marzo, invece, scoppia a Lugano una delle tante questioni legate al LAC che hanno infiammato il dibattito politico e che terrà banco per diverse settimane: il caso Burgarella (clicca qui)

APRILE 

Il mese delle elezioni cantonali si apre, è il 3 di aprile, con una decisione da parte del Consigliere di Stato Norman Gobbi che terrà banco per i successivi mesi dell'anno, scatenando un'infinità d reazioni e polemiche. Dopo una rapina a Novazzano il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni decide di introdurre l'obbligo di presentare il casellario giudiziale e il certificato dei carichi pendenti per tutti i candidati ad ottenere, o a rinnovare, un permesso di dimora o da frontaliere (clicca qui). La misura verrà parzialmente abbandonata sul finire dell'anno con la rinuncia da parte del Governo di richiedere ai candidati uno dei due documenti: quello sui carichi pendenti. 

Il 17 aprile Laura Sadis lascia Palazzo delle Orsoline chiudendo otto anni alla guida del Dipartimento Finanze ed economia. E la ministra PLR, al momento dei saluti, sottolinea gli obbiettivi raggiunti e si toglie qualche sassolino dalla scarpa (clicca qui).  

Il 19 aprile è il giorno delle elezioni. La Lega le vince confermando la maggioranza relativa in Consiglio di Stato. In Governo, dunque, un solo cambio: Christian Vitta al posto di Laura Sadis. In questo articolo la gioia in via Monte Boglia con i due ministri Claudio Zali e Norman Gobbi (clicca qui)

Il giorno seguente, il 20 di aprile, avviene lo spoglio del Gran Consiglio. La Lega avanza ancora ma il PLR mantiene la maggioranza in Parlamento. Perdono seggi PPD, PS e Verdi. L'UDC mantiene cinque Parlamentari ma ne sacrifica due sull'altare dell'alleanza con Arealiberale. Entra MontagnaViva e il duo PC/MPS guadagna un seggio. Qui vi riproponiamo un viaggio nel nuovo Gran Consiglio (clicca qui). Mentre in questo articolo potete rileggere la classifica dei voti personali dei candidati al Governo e al Parlamento (clicca qui).

I primi effetti dei risultati elettorali si fanno subito sentire. Il 22 di aprile il presidente del PPD Giovanni Jelmini annuncia le sue dimissioni irrevocabili (clicca qui). Anche Sergio Savoia e Saverio Lurati si dimettono ma vengono confermati. Non durerà a lungo, come vedremo…

MAGGIO

Un mese dopo le elezioni si insedia il nuovo Gran Consiglio. Luca Pagani è eletto presidente (clicca qui)

Pochi giorni dopo, il 29, Saverio Lurati lascia definitivamente e con polemica la presidenza del PS (clicca qui)

GIUGNO

Il mese di giugno è segnato da alcune votazioni importanti. Il 14 giugno, grazie al referendum proposto dai giovani di UDC e PLR, i ticinesi decidono di bocciare gli ecoincentivi legati all'aumento della tassa di circolazione, mentre approvano il principio del salario minimo nella Costituzione (clicca qui). A livello nazionale invece fa rumore l'esito del voto sul nuovo canone per finanziare la radio e la tv pubblica. La proposta passa per un soffio e in Ticino viene bocciata. Comincia un duro dibattito (clicca qui).

LUGLIO

Mentre la politica cantonale è in vacanza, a luglio domina la crisi tra la Grecia e l'Unione Europea. Il Consigliere Nazionale UDC Pierre Rusconi commenta da Rodi gli eventi e propone che la Svizzera compri un'isola greca (clicca qui). Una proposta che rimbalzerà su molte testate nazionali e internazionali…

AGOSTO

A Lugano la politica non dorme mai. Ed ecco che in pieno agosto scoppia un altro caso. Il Municipio divorzia dal City manager Mauro De Lorenzi (clicca qui)

SETTEMBRE

Restiamo in Città, perché dopo anni di lavori e di polemiche viene inaugurato il LAC. E anche nel giorno dell'inaugurazione non manca la benzina e scoppia un incendio in casa Lega (clicca qui)

OTTOBRE

Il mese delle elezioni federali si apre con le dimissioni a sorpresa di Sergio Savoia. Dopo otto anni il coordinatore lascia il coordinamento del partito ecologista (clicca qui).

Il 18 ottobre è un'altra giornata di festa per la Lega. Il movimento di via Monte Boglia guadagna ancora consensi nelle elezioni federali (clicca qui). La composizione della Deputazione ticinese non cambia in termini di seggi, ma vede una new entry: Marco Chiesa riesce infatti a battere il Consigliere Nazionale uscente Pierre Rusconi (clicca qui). Come al termine di ogni elezione si registrano vincitori e vinti tra i candidati: ecco l'analisi del voto (clicca qui)

Il 22 ottobre esplode una polemica pesantissima che terrà banco per alcune settimane.  Ad accedere la miccia uno studio dell'IRE sul mercato del lavoro ticinese che nega la sostituzione di personale indigeno con lavoratori di oltre confine. E il direttore dell'istituto Rico Maggi finisce nella bufera (clicca qui)

Gli esiti del voto federale mietono la vittima più attesa. Il 28 ottobre Eveline Widmer Schlumpf annuncia le dimissioni dal Consiglio Federale (clicca qui). 

NOVEMBRE

Novembre si rivela un mese particolarmente significativo sin dai primi giorni. Il 7 infatti Norman Gobbi annuncia ufficialmente la sua candidatura al Consiglio Federale (clicca qui).

Il 12, invece, Giovanna Masoni comunica che la sua avventura in Municipio a Lugano si chiuderà ad aprile (clicca qui).

Tre giorni dopo, il 15 novembre, si chiude definitivamente il capitolo delle elezioni federali 2015. Fabio Abate e Filippo Lombardi vengono eletti al ballottaggio per il Consiglio degli Stati, sconfiggendo il candidato di Lega e UDC Battista Ghiggia (clicca qui).

Il mese si chiude, il 28, con il primo nuovo presidente post elezioni: Michela Delcò Petralli viene infatti eletta alla guida dei Verdi (clicca qui). Restano ancora vuote invece le poltrone lasciate libere da Saverio Lurati e Giovanni Jelmini. 

DICEMBRE

Il 9 dicembre termina il sogno di Norman Gobbi di essere eletto in Consiglio Federale. Il Consigliere di Stato ticinese, dopo essere stato inserito sul ticket ufficiale dell'UDC insieme a Guy Parmelin e Thomas Aeschi, non trova il consenso necessario all'interno dell'Assemblea Federale. Viene scelto il candidato romando ma Gobbi giudica comunque positivamente la sua "avventura" a Berna (clicca qui). L'elezione di un terzo latino in Governo, invece, è il dato che domina i commenti dei deputati ticinesi (clicca qui). Nei giorni successivi l'ex Consigliere Nazionale Pierre Rusconi svela alcuni  importanti retroscena della corsa di Gobbi (clicca qui).

L'anno si chiude con due polemiche particolarmente pesanti a livello cantonale e una decisione federale che suscita l'indignazione di buona parte del mondo politico ticinese. Il 16 dicembre il deputato di Area Liberale Paolo Pamini propone di combattere il terrorismo internazionale introducendo dei corsi di tiro nelle scuole obbligatorie (clicca qui)

Mentre il giorno seguente, il 17, scoppia il caso Bosia-Mirra. La deputata socialista, che poi si scuserà come il suo partito, è autrice di alcuni post su Facebook che suscitano l'indignazione dei colleghi (clicca qui).

Il gran finale è invece dedicato alla decisione del Consiglio Nazionale di abolire la moratoria sui nuovi studi medici. Una decisione che potrebbe portate pesanti e costose ripercussioni per il Ticino (clicca qui).

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