POLITICA E POTERE
PLR di Lugano, le dimissioni di Tognola e un'assemblea infuocata. "Abbiamo un problema. E su questo non ci piove"
Animi accesi durante l'assemblea virtuale di ieri sera. Tognola si dimette e riconosce le responsabilità: "Non ho capito la logica del 'Divide et impera'"
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LUGANO – Il presidente del PLR di Lugano Guido Tognola, non è una novità, si è dimesso. Le 1'450 schede perse e il mancato il terzo seggio in Municipio hanno spinto Tognola alle dimissioni. Ieri – come riportano il Corriere del Ticino e La Regione – si è svolta l'assemblea sezionale in modalità online. 

C'è tempo per il prossimo nome

No, un unico candidato alla presidenza della sezione luganese del PLR non c'è. Almeno per il momento. Le strategie dei liberali radicali – si apprende dalla stampa – a Lugano saranno condivise da un gremio di persone, tra cui i due municipali Karin Valenzano Rossi e Roberto Badaracco, i due vice dell'Ufficio presidenziale Luca Cattaneo, Morena Ferrari Gamba e il nuovo capogruppo in consiglio comunale Rupen Nacaroglu.

Dopo aver bocciato con 24 voti l'iniziativa che prevedeva l'elezione dei due municipali come presidenti a interim, la parola è passata al dimissionario Tognola, il quale ha parlato di "numeri pietosi e risultato inappellabile". L'ex presidente non si è nascosto: "La battaglia è stata persa e mi assumo tutte le responsabilità. Non ho capito la logica del 'Divide et impera'".

Quelli appena conclusi "sono stati tre anni entusiasmanti, anche se difficili e impegnativi", ha concluso Tognola. "Quando un presidente arriva alle dimissioni è una sconfitta per tutti. Lugano, abbiamo un problema. E su questo non ci piove", ha voluto precisare Morena Ferrari Gamba. 

Il presidente onorario della sezione Aldo Pessina non ha mancato di aggiungere ulteriore benzina sul fuoco. Pessina – dopo aver ascoltato gli interventi di presidente e vice presidente – ha chiesto le dimissioni di "tutto l'ufficio presidenziale". Preoccupata anche l'ex consigliera di Stato Laura Sadis: "Ho sentito interventi che denotano poca signolirità. Sono preoccupata per il futuro del mio partito e della mia città".

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