SECONDO ME
Suicidi tra i contadini, Sem Genini: "Dati scioccanti. Questo è un lavoro duro, ma chi è in difficoltà chieda aiuto"
Le riflessioni del segretario agricolo dell'Unione contadini sullo studio che ha messo in luce un altissimo tasso di suicidio tra gli agricoltori svizzeri
TiPress/Pablo Gianinazzi

di Sem Genini *

 

I dati e le cifre rilevati dallo studio dell'Università di Berna sono a dir poco scioccanti. Già nel 2016 avevamo parlato della problematica dopo gli 8 suicidi nel Canton Vaud e i 3 nel Canton Turgovia di giovani agricoltori durante un breve lasso di tempo.

 

Tuttavia, non c'erano delle statistiche così complete e scientifiche a disposizione. Impressionanti sono anche i dati provenienti da altri paesi, uno su tutti l'India, con 12'000 contadini suicidi ogni anno.

 

Ma torniamo da noi. Qui, le difficoltà per chi intraprende la via dell'agricoltura sono molteplici: un lavoro molto duro e intenso (spesso 7 giorni su 7, con pochissime  vacanze), un reddito molto basso (meno di 50'000 franchi all'anno, inclusi anche i pagamenti diretti, che corrispondono a circa un terzo dei redditi in settori comparabili), una burocrazia molto importante che 
soffoca la vocazione imprenditoriale, lo stress molto elevato per la difficoltà nel ripagare i crediti ricevuti, la necessità sempre più diffusa di avere un lavoro supplementare al di fuori dell'azienda e la variabilità della politica agricola che spesso rende difficili degli investimenti a lungo termine e crea insicurezza.

 

Malgrado il lavoro a 360 gradi, per questo tipo di problematica si sente una certa impotenza, malgrado ciò, come Unione Svizzera dei Contadini abbiamo messo a disposizione un numero verde per chiamare in caso di necessità, mentre l'Unione Contadini Ticinesi è sempre presente per fornire consulenze agricole o generali (un servizio telefonico che viene già utilizzato molto) e per portare avanti diversi progetti (scuola in fattoria, agriturismi, agriviva, visita delle stalle, ecc.) che aiutano a far capire alla popolazione cosa sta dietro al prodotto che acquistano.

Ciò aiuta anche da un punto di vista morale, siccome spesso proprio gli agricoltori in difficoltà si rinchiudono in loro stessi perché non vengono capiti e apprezzati per quello che fanno realmente con così tanta passione. Proprio questo è uno dei grandi problemi: spesso gli agricoltori, che sono persone conosciute nel territorio e non di certo degli "anonimi" come potrebbero invece sentirsi gli abitanti di un grosso palazzo in città, sono molto riluttanti a chiedere aiuto e parlare dei propri problemi.

 

Emblematico il fatto che a seguito degli avvenimenti del 2016, una famiglia ticinese aveva istituito un piccolo fondo (una sorta di primo passo per invogliare anche altri) per aiutare finanziariamente degli agricoltori in difficoltà a pagare delle fatture puntuali e impreviste (per esempio, un aiuto per le cure dentistiche, ecc.). 


Malgrado ne avessimo parlato in diverse occasioni e avessimo chiesto direttamente a diversi agricoltori se ne avessero bisogno, non abbiamo 
ancora ricevuto delle richieste in questo senso.

Per finire, l'appello che ci teniamo a fare è di non mollare e di rivolgersi a qualcuno per chiedere aiuto in caso di difficoltà e di bisogno.

* segretario agricolo Unione Contadini Ticinesi

 

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