SECONDO ME
Dadò sulle elezioni: "Guardiamo il bicchiere mezzo pieno e lavoriamo"
"È ora di ricostruire. Sarebbe da pavidi scappare dalle difficoltà. La ricetta miracolosa non esiste, ma..."
TIPRESS

*Di Fiorenzo Dadò, presidente PPD

Le elezioni comunali hanno fornito la radiografia dello stato di salute del Partito che, stando alle cifre, conferma il trend decrescente degli ultimi 40 anni. Negli ultimi 24 anni il PPD in Ticino ha perso circa 18 mila elettori. Stesso disegno a livello federale, persino in quei cantoni dove eravamo forti. Un risultato insoddisfacente, nonostante gli sforzi di molte persone, in primis del presidente nazionale Gerhard Pfister, al quale non si può rimproverare la mancanza di impegno.

Chi ha vinto e chi ha perso

Ad aprile hanno vinto i Verdi e l’UDC, mentre gli altri hanno perso. È una magra consolazione per il PPD trovarsi in buona compagnia di PLR, Lega e socialisti che, indipendentemente dal numero di seggi vinti o persi, hanno visto anche loro diminuire le schede complessive.

Lo scoramento e le critiche

È comprensibile che chi si sta impegnando con dedizione per far funzionare le cose, si chieda come mai non riusciamo a invertire la rotta e si senta scoraggiato dal non riuscire a ottenere i risultati che vorrebbe e, per di più, ricevere anche delle critiche ingenerose e senza alcun intento costruttivo.

Note positive, i giovani e il caso di Lumino

Fortunatamente in alcune sezioni abbiamo avuto belle sorprese, guadagnando in alcuni casi dei seggi e riconfermando la maggioranza dei sindacati oppure, come a Lumino, strappando clamorosamente il sindacato al partito di maggioranza. Sono stati eletti anche tanti giovani - per la precisione 125, di cui 7 municipali e 118 consiglieri comunali - in particolare grazie ai responsabili delle sezioni che li hanno cercati e coinvolti. Di questo dobbiamo gioire, si tratta di un’ottima notizia, che ora dovrebbe fungere da stimolo per chi dirige Generazione Giovani affinché sappia coinvolgerli e valorizzarli concretamente. Se da una parte ci sono note positive, in altri comuni la realtà è purtroppo diversa.

Il tempo stringe, reagiamo!

Non abbiamo tempo da perdere in discussioni sterili, occorre reagire con proposte costruttive. Sarebbe da pavidi scappare dalle difficoltà. È nostro dovere darci da fare con impegno, valorizzando il molto di buono che c’è. Se vogliamo ottenere qualche risultato, dobbiamo lavorare tutti!

Esiste la ricetta miracolosa?

No. Nessuno ha una ricetta miracolosa, anche se alcuni vorrebbero farlo credere. Il nostro Partito ha delle difficoltà e invertire la rotta resta un’impresa difficilissima. Tuttavia dobbiamo tentare, prendendo ognuno la propria dose di fardello e responsabilità. Il programma che abbiamo pensato prevede, oltre a una visita delle sezioni, degli incontri bilaterali e la creazione di gruppi operativi su temi strategici. Saranno coinvolte le donne, i giovani, gli amministratori comunali, gli imprenditori ecc. A loro verrà affidata la responsabilità dei gruppi, con l’obiettivo di portare in un prossimo Congresso delle proposte concrete, quindi non declamatorie, e arrivare alle elezioni del 2023 con un chiaro obiettivo politico-strategico del PPD per il Ticino del futuro. Oltre a questo, stiamo valutando il lancio di un’iniziativa popolare che possa proporre alla linea strategica del Cantone delle riforme all’avanguardia per un futuro positivo per le nuove generazioni.

*Editoriale pubblicato sull'ultima edizione di Popolo e Libertà

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