SECONDO ME
Roberto Caruso e la Peppa Tencia: “Prima vengono le regole”
"Continuiamo a discutere di chi sapesse. Di chi non sapesse. Di chi debba tenere in mano l'ultima carta. Domande legittime. Ma vengono dopo"

Di Roberto Caruso *

Nella Svizzera tedesca lo chiamano Schwarzer Peter. Da noi, la Pepa Tencia. Nomi diversi per lo stesso gioco. Alla fine rimane una sola carta. Perde chi se la ritrova in mano quando la partita finisce. Fino a quel momento, però, il gioco è fatto di sguardi. Si osservano le carte degli altri. Si cerca quella che pesa di più. E soprattutto la si passa. In questi giorni caldi, nella politica ticinese, la Pepa Tencia continua a passare di mano. Ma prima ancora di chiedersi a chi resterà l'ultima carta, vale la pena interrogarsi sul gioco che stiamo guardando.

 

All'inizio si discutono i fatti. Poi le responsabilità. Infine arrivano le autodifese. C'è chi restringe ciò che sapeva. Chi amplia ciò che ignorava. Chi esibisce la propria correttezza. Tutti mostrano le proprie carte. Quasi nessuno parla delle regole del gioco. Eppure è lì che si decide la partita.

La Pepa Tencia non dipende dai giocatori. Sono le regole a stabilire, fin dall'inizio, quale carta sia diversa dalle altre. Anche una democrazia funziona così. Non perché tutti si comportino sempre correttamente. Ma perché tutti riconoscono quali regole non possono essere ignorate. I giudici accertano i reati. La politica custodisce la fiducia.

Quando la responsabilità politica aspetta quella penale, la politica rinuncia al proprio compito. Quando tutto viene ricondotto alla domanda «è stato commesso un reato?», la soglia della responsabilità si restringe fino quasi a scomparire. E con essa si indebolisce la fiducia nelle istituzioni. La domanda decisiva non è chi sapesse. È quando una prassi smette di essere semplicemente abituale e diventa incompatibile con la funzione pubblica. È questa la domanda che una democrazia non può permettersi di eludere. Continuiamo invece a discutere delle carte dei giocatori. Di chi sapesse. Di chi non sapesse. Di chi abbia parlato prima o dopo. Di chi debba tenere in mano l'ultima carta. Sono domande legittime. Ma vengono dopo.

Prima vengono le regole. Perché sono loro a dire quale carta sia diversa dalle altre. Nella Pepa Tencia perde chi rimane con l'ultima carta. Una democrazia non perde quando qualcuno lascia il tavolo. Perde quando tutte le carte sembrano uguali.

 

* docente

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