Dai 126 casi del 2008, le eredità rifiutate registrate nel 2018 sono passate a 253. Fernando Piccirilli: "Numeri non allarmanti, ma sempre più anziani sono oggetto di procedure esecutive"

LUGANO – Il beneficio della pensione non è solo sinonimo di calma e libertà assoluta. Sempre più anziani in Ticino, infatti, devono fare i conti, è proprio il caso di dirlo, con debiti e fatture non saldate. Lo conferma il responsabile del Settore esecutivo cantonale Fernando Piccirilli al Corriere del Ticino, che ha dedicato al tema un approfondimento.
I numeri, per il momento, “non sono allarmanti, ma sempre più persone in là con gli anni sono oggetto di procedure esecutive. Tuttavia, non sono gli anziani ad essere i più indebitati nel nostro Cantone”, chiarisce Piccirilli al quotidiano.
Tra le fatture lasciate scoperte con più frequenza “ci sono le imposte perché non portano nell’immediato a un peggioramento dello stile di vita. Gli anziani, infatti, tendono a dare priorità alle fatture della cassa malati”. Il responsabile del Settore esecutivo cantonale spiega al Cdt qual è il rischio maggiore a cui vanno incontro gli anziani indebitati. “Il rischio è quello di passare dall’Ufficio di esecuzione all’Ufficio dell’assistenza, anche se prima di arrivarci ci sono i pignoramenti”.
Dal servizio del Corriere del Ticino emerge anche che negli ultimi dieci anni sono raddoppiate le procedure legate ad eredità rifiutate dagli eredi legittimi. Silvio Bottegal, supplente ufficiale dell’Ufficio fallimenti cantonale, spiega i motivi che si nascondono dietro a tale incremento. “In pratica sono aumentati i casi in cui il defunto si lascia alle spalle una situazione debitoria compromessa. E questo spinge gli eredi a rinunciare alla devoluzione”. Statistiche alla mano, dai 126 casi del 2008 le eredità giacenti sono diventate 253 nel 2018...