SECONDO ME
“Prima dell’iceberg: la Svizzera deve riprendere il controllo”
Piero Marchesi difende l’iniziativa per la sostenibilità: “Non mancano le persone. Manca la volontà politica di impiegare prima chi vive qui”
TiPress / Benedetto Galli

di Piero Marchesi *

Ci dicono che, se il popolo voterà Sì all’iniziativa per la sostenibilità “No a una Svizzera da 10 milioni”, la Svizzera resterà senza manodopera. Niente più infermieri, muratori, camerieri, personale qualificato. Il Paese si fermerà.

È la solita tecnica: quando non si hanno argomenti, si semina paura.

Ma i fatti sono più forti delle frottole, vediamoli:

Nel primo trimestre 2026 in Svizzera c’erano 266’000 disoccupati, 26’000 in più rispetto all’anno precedente: circa +10%. A questi si aggiungono circa 255’000 persone in assistenza. Parliamo di oltre 520’000 persone tra disoccupati, sottoccupati e persone che potrebbero essere reinserite nel mondo del lavoro.

Anche considerando un 30% difficilmente collocabile, restano 360’000 persone. Una riserva enorme di lavoro, dignità e futuro.

Allora la domanda è semplice: perché, prima di spalancare ancora le porte, non diamo una possibilità a chi vive già qui?

Ci parlano di “forza lavoro qualificata”. Ma gli stranieri, pur essendo circa il 28% della popolazione, hanno un tasso di disoccupazione ILO più che doppio rispetto agli svizzeri: 8,2% contro 3,6%. Tra gli stranieri provenienti da Paesi terzi si arriva addirittura all’11,8%.

Alla faccia dell’immigrazione sempre e comunque “qualificata” vantata dai contrari all’iniziativa.

E guardiamo i settori: oltre 9’900 disoccupati nel commercio al dettaglio, oltre 10’000 nella costruzione, circa 12’000 nel turismo e nella ristorazione, oltre 12’500 nelle cure e nei servizi sociali.

Poi gli stessi contrari vengono a dirci che senza crescita incontrollata non ci sarà più nessuno nei negozi, nei cantieri, negli ospedali, nelle case anziani, nei bar e nei ristoranti.

No. Non mancano le persone. Manca la volontà politica di impiegare prima chi vive qui e di passare da un concetto di immigrazione di quantità a qualità.

Ogni anno l’immigrazione netta porta in Svizzera tra 80’000 e 100’000 persone: una volta e mezza la città di Lugano. Alla faccia della sostenibilità. E non arrivano tutti per lavorare: solo circa il 54% arriva per motivi professionali. Il resto sono ricongiungimenti familiari, spesso a carico dello Stato sociale, asilanti e in gran parte finti asilanti.

Questa non è immigrazione mirata. È crescita incontrollata.

La Svizzera non ha bisogno di diventare un Paese da 10 milioni di abitanti. Ha bisogno di tornare padrona del proprio destino.

Ha bisogno di sostenibilità territoriale: basta cementificare prati, campi e paesaggi per una crescita demografica senza controllo.

Ha bisogno di sostenibilità dei servizi: treni pieni, autostrade intasate, affitti alle stelle, alloggi introvabili, scuole allo sbando per i troppi allievi stranieri, sanità e socialità sotto pressione.

Ha bisogno di sostenibilità nel lavoro: escludere chi vive qui e chi si è formato qui per fare posto a chi arriva da fuori non è intelligenza economica. È resa politica.

In Ticino lo sappiamo bene. Ogni anno circa 800 giovani ticinesi lasciano il Cantone per cercare lavoro oltre Gottardo, perché un mercato drogato dalla libera circolazione li svaluta e li mette in concorrenza con chi costa meno.

E poi arriva la balla colossale: l’iniziativa farebbe aumentare i frontalieri.

Gli stessi partiti che per anni ci hanno detto che non si poteva applicare il voto del 9 febbraio 2014 contro l’immigrazione di massa e nemmeno “Prima i nostri”, perché contrari alla libera circolazione, oggi sostengono che un’iniziativa che mira proprio a rinegoziare o disdire la libera circolazione farebbe aumentare i frontalieri.

Mi chiedo come possano non arrossire dicendo questo.

Con questa iniziativa, al raggiungimento dei 10 milioni, la Svizzera dovrà riprendere in mano la propria politica migratoria: contingenti, tetti massimi e preferenza indigena. Già dai 9,5 milioni, il Consiglio federale dovrà agire per rallentare la crescita demografica nel settore dell’asilo e del ricongiungimento famigliare.

Chi si oppone all’iniziativa riconosce i problemi, ma quando gli si chiede: “E voi cosa proponete in alternativa?”, resta muto. Vogliono solo continuare come prima.

Le cittadine e i cittadini devono scegliere: continuare con un modello di immigrazione fuori controllo che ha già mostrato tutti i suoi limiti, oppure dire Sì a un’iniziativa che comincia finalmente a correggere la rotta.

Prima dell’iceberg.

 

* Consigliere nazionale UDC

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
Potrebbe interessarti anche

IL FEDERALISTA

Svizzera, 10 milioni di abitanti posson bastare?

POLITICA E POTERE

Nuovo record di immigrati, Marchesi: “L’UDC dice No a una Svizzera da 10 milioni di abitanti”

SECONDO ME

Marchesi: "Il 1° maggio dei sindacati: predicano il lavoro e difendono il dumping"

SECONDO ME

Marchesi attacca i ‘kompagni’: “Piangono sugli effetti, ma difendono le cause”

SECONDO ME

Marchesi: "Iniziativa contro il dumping: quando si guarda il dito e non la luna"

SECONDO ME

Marchesi vs Sirica: "Dopo 20 anni scoprite i danni della libera circolazione"

In Vetrina

BANCASTATO

BancaStato pubblica il Rapporto di sostenibilità 2025: primi obiettivi per ridurre le emissioni

10 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Locarno Film Festival, ecco i film in programma

09 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

“Solitudini”, a Lugano una giornata di riflessione tra medicina, psichiatria e letteratura

09 LUGLIO 2026
LETTURE

Luca Villoresi torna in libreria con “Il buio di cristallo”

07 LUGLIO 2026
ABITARE

Gehri, la piscina come stanza all’aperto

07 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Il Locarno Film Festival porta “Balla coi lupi” in Piazza Grande

07 LUGLIO 2026
LiberaTV+

LISCIO E MACCHIATO

Piccaluga: "Su Zali panna montata. E con l'UDC indietro non si torna"

26 GIUGNO 2026
LISCIO E MACCHIATO

"Berna ci frega con gli ucraini!". E De Rosa e i paletti sui ristorni

18 MAGGIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

Mirante-Sirica, che scontro. E l'UDC contro il PLR

12 GIUGNO 2026