CRONACA
Agno, 355 pesci morti in una roggia. Individuata la fonte inquinante. Il Dipartimento: "Basta veleni nei tombini"
“Nonostante diverse attività di prevenzione promosse con enti locali e associazioni di categoria, sono ancora troppo frequenti gli episodi d’inquinamento dei corsi d’acqua”

AGNO - In relazione a due episodi di inquinamento verificatisi gli scorsi giorni in due corsi d’acqua in territorio del comune di Agno, il Dipartimento del territorio comunica che grazie al pronto intervento e alla collaborazione del Nucleo operativo incidenti della Sezione protezione aria, acqua e suolo, dei guardapesca di zona, della Polizia cantonale e dei Pompieri di Lugano sono state identificate le origini degli stessi e sono in corso degli accertamenti per determinare le dinamiche e le relative responsabilità.

 

Il primo episodio che ha interessato la parte alta della roggia Prati Maggiori ha causato - su una tratta della lunghezza di circa 350 metri - una moria di 355 pesci, quasi esclusivamente gardon, per un peso complessivo di circa 13 chili.

 

Il secondo evento ha avuto origine nel vecchio Vedeggio, senza che siano emersi da una prima analisi danni al patrimonio ittico.

 

Il Dipartimento, si legge nella nota stampa, “prende atto con rammarico che, nonostante diverse attività di prevenzione promosse con gli enti locali e le associazioni di categoria interessate, sono ancora troppo frequenti gli episodi d’inquinamento dei corsi d’acqua. Le cause sono spesso legate a manipolazioni scorrette di prodotti chimici.

 

Si coglie l’occasione per ricordare che gli utilizzatori di tali prodotti sono tenuti per legge a rispettare le disposizioni d’uso stabilite nelle schede dei dati di sicurezza, evitando tassativamente l’evacuazione non autorizzata di sostanze o prodotti pericolosi attraverso griglie, caditoie o tombini”.

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