"EOC mi fa il grande piacere di licenziare uno dei frontalieri di cui è farcito come un cannolo alla crema e di liberare il posto per una cittadina svizzera che non deve finire in assistenza..."

A inizio luglio 2020 il consigliere di Stato Claudio Zali intervenne personalmente, con una mail dai toni perentori, chiedendo conto al presidente dell'Ente Ospedaliero Paolo Sanvido - suo collega di partito - della mancata assunzione di una sua buona conoscente. Zali perorava la causa professionale della donna sostenendo che se non avesse trovato un lavoro sarebbe finita in assistenza.
È la vicenda di cui ha parlato in queste ore la RSI, secondo la quale la donna in questione è la stessa che ha pubblicato su Instagram gli audio che hanno scatenato la bufera politica sul ministro (vedi gli articoli correlati). Un caso che si aggiunge a quello del 14enne detenuto alla Farera, figlio di un'altra buona conoscente del ministro.
Ecco il testo integrale della mail, inviata in copia anche al ministro della sanità Raffaele De Rosa.
Oggetto: Assunzione presso EOC di (...) diplomanda OSS (operatrice sociosanitaria)
Caro Paolo,
Caro Raffaele,
In data 8 giugno us ho trasmesso a Paolo il suddetto CV di una cittadina svizzera, residente, diplomanda OSS al 31 luglio pv con la ragguardevole media del 5.7 (5.4 teoria, 6.0 pratica), specificando che la signora giungeva al diploma dopo una riqualifica professionale e che aveva la necessità di iniziare a lavorare al 1. agosto, in difetto di che sarebbe finita in assistenza.
Paolo, molto gentilmente, ha fatto avere alla signora un colloquio con le Risorse umane di EOC, colloquio di cui ho ricevuto un riscontro molto positivo.
È perciò con enorme stupore che ho ricevuto settimana scorsa la telefonata in lacrime dell’interessata che mi ha comunicato che EOC le ha fatto sapere di non avere disponibilità per un’assunzione.
Questo non è accettabile.
Formulo le seguenti osservazioni.
1. In piena fase Covid (che la signora ha vissuto sulla sua pelle nella casa anziani in cui era in formazione), la politica ha fatto quadrato sulla necessità di affrancarci dalla dipendenza dall’estero nel settore sociosanitario. EOC ha condiviso questa preoccupazione, sottolineando quanto già viene fatto a favore del personale indigeno. Alla prima occasione di passare dalle parole ai fatti una cittadina svizzera viene mandata in assistenza al termine del suo percorso formativo.
2. EOC ha migliaia di dipendenti nelle funzioni di cui si discute. Mi è molto difficile credere che non vi sia la possibilità di impiegare da qualche parte una diplomanda con il 5.7 di media. Tra l’altro, l’interessata mi fa sapere che pur di lavorare sarebbe disposta temporaneamente a fare anche l’assistente di cura, dovunque, alternativa comunque preferibile all’assistenza.
3. Ma anche se veramente, per delirio di ipotesi, EOC avesse l’organico al completo e non potesse formalmente procedere all’assunzione, EOC mi fa il grande piacere di licenziare uno dei frontalieri di cui è farcito come un cannolo alla crema e di liberare il posto per una cittadina svizzera che non deve finire in assistenza alla fine di un percorso di riqualifica svolto con impegno e grande successo.
Riassumendo, mi aspetto che EOC, che è un’emanazione di questo Cantone, metta a posto questa situazione.
Non so tu Paolo, ma io non voglio star qui senza fare nulla a guardare che i ticinesi vanno in assistenza e i frontalieri lavorano al loro posto nel settore sociosanitario. Non è accettabile.
Mi aspetto pertanto che alla signora venga fatta una proposta lavorativa con decorrenza 1° agosto 2020.
Se non si capisse dal testo, sono molto contrariato.
Sistema per favore questa faccenda e dammene cortese riscontro.
Se la signora finisce in assistenza questa storia avrà inevitabilmente eco sui media, cosa che sarebbe auspicabile evitare.
Una buona giornata.
Claudio
Le repliche dei protagonisti
Contattato dalla RSI, Claudio Zali non ha risposto alle richieste di commento.
Il consigliere di Stato Raffaele De Rosa, che figurava in copia nella mail del 2020, ha invece precisato di «non aver mai avuto alcun ruolo nella vicenda», sottolineando che il messaggio «non era rivolto a lui».
Più articolata la presa di posizione di Paolo Sanvido, all'epoca presidente del Consiglio di amministrazione dell'EOC. Rileggendo oggi quella e-mail, ha dichiarato, «i toni e il tenore di quella comunicazione mi lasciano un profondo disagio: ho sempre avuto grande rispetto per le istituzioni e per chi vi opera». Sanvido ha inoltre ribadito la propria «profonda stima per il personale infermieristico», ricordando come anche il contributo dei frontalieri sia stato determinante durante la pandemia.
L'ex presidente del CdA dell'EOC ha precisato di non poter entrare nel merito del singolo caso, ricordando tuttavia che l'Ente ospedaliero conta migliaia di collaboratori e un costante ricambio di personale. Ha inoltre sottolineato che la valutazione dei candidati e le decisioni di assunzione spettano ai servizi competenti e non al Consiglio di amministrazione, il cui ruolo è quello di vigilare sulla correttezza delle procedure «senza sostituirsi ad esse», assicurando che ciò è avvenuto anche nel caso in questione.
La vicenda giudiziaria
La RSI sottolinea inoltre che la donna per la quale Zali sollecitava l'assunzione - la stessa persona che compare negli audio diffusi negli ultimi giorni - nel 2021 presentò una denuncia nei confronti del consigliere di Stato per minacce e lesioni semplici. Il procuratore generale Andrea Pagani decretò successivamente un non luogo a procedere, dopo che la denunciante aveva accettato le scuse di Zali e ritirato la querela.